NONNA RACCONTAMI UNA FAVOLA

NONNA RACCONTAMI UNA FAVOLA
C'ERA UNA VOLTA

BOBO LO SCIOCCO

BOBO LO SCIOCCO   

In un piccolo paese poco distante da Norcia, chiamato Biselli, viveva un giovane di nome Bobo.

Il poverino era considerato uno sciocco, e rispondeva sempre cortesemente a tutti, anche a chi si prendeva gioco di lui. Un giorno, stanco di essere deriso da tutti, se ne andò da quel paese, con l'intensione di dimostrare a tutti quanto egli fosse cortese.

Nel suo cammino s'imbattè in una casa disabitata e vi trovò rifugio.

Nella cantina di quella casa trovò dei diavoli, con gli occhi di fuoco, che giocavano a carte.

Bobo li salutò dicendo: " Dio vi benedica, buona gente!"

I diavoli gli si scagliarono contro e lo percossero. Lo lasciarono andare quando lo videro più morto che vivo. Bobo, piangendo, ritornò a casa. Raccontò alla mamma quello che gli era accaduto.

Lei gli disse: " Sei proprio uno sciocco figlio mio, hai parlato a sproposito, tu ai diavoli dovevi dire - Dio vi accolga all'inferno- Se tu avessi detto loro queste parole loro sarebbero andati via e ti avrebbero lasciato il denaro che si stavano giocando."

" Ho capito" disse lo sciocco, "ho sbagliato ma la prossima volta starò più attento".

Bobo si rimise in cammino. Incontrò quattro fratelli che stavano raccogliendo le olive e gli disse:

"Dio vi accolga all'inferno!". Sentendo quelle parole i quattro fratelli si arrabbiarono e gli saltarono addosso e gliene diedero tante, lasciandolo a terra tramortito.

Malconcio e dolorante, tornò a casa e sua madre, sentito ciò che gli era accaduto, lo rimproverò:

"Sei proprio uno sciocco, Bobo, anche questa volta hai parlato a sproposito.

A quei fratelli tu dovevi dire -Possiate portarne cento ogni giorno di quei carichi-

"Ho capito" dice Bobo alla madre, "farò come dici tu, sono stato uno sciocco".

Se ne andò dinuovo e questa volta incontrò sette fratelli che portavano a spalla la bara di un loro caro defunto. Li salutò dicendo:" possiate portare cento ogni giorno di quei carichi!"

Nell'udire quelle parole i fratelli gli si scaraventarono contro, gliene diedero tante.

Bobo, malconcio, se ne tornò dinuovo a casa, piangendo. Raccontò tutto l'accaduto alla mamma, mortificato, perchè pensava di aver seguito alla lettera il consiglio della madre.

La mamma, desolata, scosse la testa e disse: " Come devo fare a farti capire che non devi parlare a sproposito? Sei uno sciocco Bobo. In quel caso avresti dovuto dire:

- Requiem aeternam nel Paradiso di Dio-"

"Ho capito" disse Bobo mentre si rimetteva in cammino.

Questa volta, arrivato al centro del paese, difronte alla chiesa, vide una coppia di sposini, festeggiati da amici e parenti. Tutto entusiasto, si avvicinò ai giovani sposi e gli disse:

"Requiem aeternam nel Paradiso di Dio".

Gli sposi lo guardarono spaventati, mentre tutti gli invitati saltarono addossso al povero sciocco e lo scacciarono a suon di botte.

Anche questa volta, Bobo ritornò dalla sua mamma in lacrime.

Lei, come al solito, gli disse: "Sei uno sciocco Bobo!!" e spazientita gli gridò: " Agli sposi dovevi dire:

- Il Signore vi conceda nozze felici e tanti figli!-"

"Sono stato uno sciocco, ma non sbaglierò più" disse Bobo prima di rimettersi in cammino.

Si fermò presso una grotta dove viveva un eremita.

"Salve amico mio" gli disse, "Il Signore ti conceda nozze felici e tanti figli".

L'eremita, che era un uomo mite e tranquillo, pensò che quel giovane si volesse prendere gioco di lui.

Prese un bastone e glielo ruppe sul groppone.

" Sciocco che non sei altro" lo rimproverò la madre, "All'eremita dovevi dire: -dammi la tua benedizione-"

"Ho capito" rispose lo sciocco e se ne andò dinuovo.

Vide un orso che stava divorando una pecora. Bobo incuriosito si avvicinò all'orso e gli disse:

"Benedicimi padre!" L'orso, che era stato disturbato durante il suo pasto, lo afferrò con le sue zampe, lo gettò a terra, lo pestò e lo fece rotolare in un fosso.

La madre, nel sentire il racconto del figlio disse: " E' stato fin troppo gentile quell'orso, sciocco che non sei altro!! All'orso tu dovevi dire: - Fatti da parte brutta bestiaccia!"

" Sono stato uno sciocco, ma non succederà più!" disse Bobo.

Mentre attraversava la campagna, Bobo incontrò un capitano con i soldati. Gli andò incontro e disse:

" Fatti da parte brutta bestiaccia!" Il capitano fece un cenno ai suoi soldati. Lo afferrarono gliene diedero tante da lasciarlo per terra tramortito.

Quando Bobo si rialzò, con le ossa tutte rotte, se ne tornò a casa piangendo. Da quel giorno non ebbe più voglia i mettersi in cammino per vedere com'era fatto il mondo, nè per mostrare agli altri la sua cortesia.